Al fine di evitare allarmismi che, al momento, risultano del tutto INGIUSTIFICATI, si forniscono le informazioni relative alla situazione reale che riguarda il Liceo “F. Sbordone” ed una breve narrazione degli avvenimenti di oggi, 04/03/2020.

Una studentessa si presenta in Segreteria. L’impiegata raccoglie le sue preoccupazioni e riferisce al DS, in quel momento in riunione con il DSGA nell’ufficio di Presidenza.

Compreso il motivo dell’ansia manifestata dalla studentessa, il DS dice all’impiegata di far entrare la studentessa in Presidenza. L’impiegata recalcitra, non vorrebbe che il DS facesse entrare, dopo che in Segreteria, la studentessa anche in Presidenza. Il DS resta sui propri convincimenti. La ragazza deve essere confortata, rasserenata, rassicurata.

La studentessa entra e, visibilmente scossa, riferisce di aver ricevuto un messaggio da una propria amica (“lo so, non avrei dovuto usare il cellulare in classe, mi scusi…”) che le comunicava che un amico con il quale aveva avuto recenti contatti è risultato affetto da Coronavirus. La studentessa è molto agitata, perché ha avuto, a sua volta, contatti con questa amica, all’oratorio. L’amica le ha detto, inoltre, che farà la prova del tampone e le riferirà gli esiti dell’accertamento.

Il DS rassicura la studentessa e le fa chiamare la madre, affinché possa venire a prenderla per tornare a casa e fare gli accertamenti del caso.

La madre viene a ritirare la figlia e dichiara al DS che  porterà la ragazza dal medico di famiglia.

Viene riferito al DS che la classe ha saputo dell’accaduto ed è in subbuglio. Il DS vi si reca per rasserenare gli animi. Qualche battuta, un riferimento letterario (senza voler imitare, per carità, la lettera del DS di Milano che tanta eco ha avuto sulla stampa e tanti apprezzamenti …: ma un riferimento a Menandro, a Leopardi … così per ironizzare – Menandro lo consente -). I ragazzi sorridono e ridono. Bene!

In seguito la madre della studentessa telefona per parlare col DS, a cui riferisce che il medico di famiglia non ritiene di far sottoporre la ragazza al prelievo col “tampone”, in quanto sono assenti i sintomi. Non soddisfatta di tale orientamento del medico, dichiara che esperirà ogni tentativo per ottenere comunque di fare l’accertamento, per la serenità di tutta la famiglia.

Il DS individua un’aula libera e vi fa trasferire la classe: si reca nella classe, per la seconda volta, rasserena gli animi, dice ai ragazzi di trasferirsi nell’altra aula individuata, ma di provvedere, prima, a lavarsi le mani. Dà indicazioni ai Collaboratori Scolastici di disinfettare l’ambiente con gli ausili in dotazione: nebulizzatori di soluzione con candeggina (la “ricetta” dell’introvabile Amuchina che già da 10 giorni il tecnico di Laboratorio di Chimica ha preparato in una tanica da 50 litri e che è stata fornita a tutti i Collaboratori Scolastici), erogatore di vapore a 100 gradi (acquisto fatto anch’esso da vari giorni, per dotarne i Collaboratori Scolastici) che raggiunge con facilità  tutte le superfici, anche quelle più difficili da raggiungere (angoli, piedi dei banchi, ripiani inferiori, ecc.). Ovviamente i Collaboratori Scolastici (preziosissimi e fidatissimi collaboratori!) ritengono che “anche l’aula dove si sono trasferiti i ragazzi, adesso” dovrà ricevere lo stesso trattamento. “Ovviamente sì. E grazie a tutti.” risponde il DS.

QUESTO E’ TUTTO.

NON ABBIAMO UN CASO DI CORONAVIRUS.

Non aspiriamo, in verità, all’onore della cronaca che, invece, alcuni desiderano farci avere.

E speriamo di restare così.

Ma, qualora ce ne fosse la necessità, verrà fornita ogni informazione.

In questa circostanza, però un’informazione aggiuntiva è opportuno darla.

Ci si riferisce a quei genitori (non molti, per fortuna) che, in questo particolare momento, si sono rifiutati di fornire la certificazione richiesta per la riammissione a scuola dei figli. Un certificato che SEMPRE è stato richiesto, per le assenze di più di 5 giorni. Non si tratta di un certificato “di malattia” (per gli studenti NON è previsto), ma di “possibilità di riammissione in classe” senza rischi per la comunità scolastica.

Era stato ritenuto efficace per la tutela e la serenità di tutti. Ebbene: mille polemiche, turpiloquio in pubblico, urla e reclami da parte di (per fortuna pochi: ma quanto inopinati!) genitori che in un clima di tregenda hanno aggredito ed insolentito il personale scolastico (ormai è una costante…!) ed hanno costretto la scuola a richiedere l’intervento dei Carabinieri! Ovviamente si sono eclissati, al sapere dell’arrivo dei Carabinieri.

E’ giusto un simile comportamento? E’ accettabile?

Tutti reclamano per avere sicurezza, ma tanti, poi, non sono disposti a fare nulla, non rispettando le scelte dettate dalle migliori intenzioni nell’interesse e per la tutela di tutti.

Avveniva lunedì scorso. Oggi, ancora una volta, alcuni ragazzi – gli stessi – senza certificato. Genitori che sbandierano ordinanze, normative, ecc ….

Hanno però accettato di firmare una dichiarazione sotto la propria responsabilità (“consapevoli delle responsabilità penali in caso di dichiarazioni mendaci … ecc. ecc.”) che il figlio/la figlia non era stato malato/malata.

Ecco. In un’ottica di trasparenza, anche queste informazioni devono essere note.

Anziché favorire l’azione della scuola volta a garantire la sicurezza e – diciamola tutta! – l’equità, si antepone il proprio individuale tornaconto.

Anche se, in questo caso, chi ha richiesto per primo – e poi, per equità, appunto, si è esteso agli altri – di fornire una autodichiarazione ha operato una scelta che, esimendo il medico di famiglia (professionista pagato dal Servizio Sanitario proprio per questo …) dalla certificazione, ha fatto ricadere sul dichiarante stesso una responsabilità addirittura maggiore.

Ma, nel frattempo, nel pieno di una situazione di emergenza, la Segreteria coinvolta, interruzione del lavoro, accesso agli uffici consentito anche in giorno in cui non è previsto il ricevimento, mentre si dovrebbe evitare il più possibile di avere contatti, per non alimentare il rischio di contagio.

Ecco. Questo è davvero TUTTO.

Al momento, nessuna preoccupazione. Di contagio da Coronavirus.

Maria Antonella Caggiano