Cari studenti,

state per affrontare il vostro esame.

Un esame che resterà certamente nella vostra memoria. Perché, qualunque cosa se ne dica o se ne pensi, rimarrà il primo, vero esame della vostra vita. Segnerà una tappa miliare, poiché sancirà la fine di un lungo percorso scolastico, durante il quale avete trovato amici, avete vissuto emozioni, ansie, dispiaceri insieme a gioie, momenti felici… Ma la scuola resterà nei vostri ricordi e, a distanza, si identificherà con la vostra adolescenza, in una dimensione che vedrete sempre come vostra, come un luogo e come un tempo che vi appartiene.

A cosa serve affrontare questo esame?

Una traccia per la maturità di alcuni anni fa diceva:

Stai affrontando un esame tra i più impegnativi della tua carriera scolastica e della tua vita. Commenta il seguente giudizio di Giorgio Amendola, il quale, a proposito dell’esame, affermava che il suo “valore è essenzialmente morale, di prova di carattere e di volontà. Una prova da superare, una selezione da affrontare, come la vita esige fuori della scuola e in ben più severe condizioni e con maggiori ingiustizie”. (Da: “Una scelta di vita”)”.

Ed è vero: si tratta di una prova morale, di carattere e di volontà.

È perciò che io sono certa che voi, cari studenti del Liceo “Francesco Sbordone”, riuscirete al vostro meglio.

E vi preparerete alle successive scelte, portando il bagaglio di quanto avete imparato e, più ancora, di come avete imparato.

Un’ altra traccia su cui studenti come voi furono invitati a riflettere riportava una frase di Carlo Cattaneo: “L’istruzione è la più valida difesa della libertà”.

Senza istruzione, è vero, non è possibile una libertà vera: ma bisogna saper far buon uso dell’istruzione, ed è per questo che è importante il come si è studiato.

Spero che per voi possano essere fonte di ispirazione due pensieri, uno ancora una volta oggetto di una traccia assegnata agli esami di maturità, l’altro tratto da “L’Attimo fuggente”.

Il primo è di Guglielmo Marconi:

«L’indagine scientifica non sempre si prefigge uno scopo utilitario; potranno nascerne delle applicazioni, ma potranno anche non nascerne; ciò che è veramente interessante è di sollevare il gran velo della natura».

Da “L’attimo fuggente”:

Non leggiamo e scriviamo poesie perché è carino. Noi leggiamo e scriviamo poesie perché siamo membri della razza umana. E la razza umana è piena di passione. Medicina, legge, economia ingegneria sono nobili professioni, necessarie al nostro sostentamento. Ma la poesia, la bellezza, il romanticismo, l’amore, sono queste le cose che ci tengono in vita”.

Se dallo studio che avete fatto a scuola potrete dire di aver imparato a condividere queste due affermazioni, allora sarà vero che siete pronti ad affrontare la vita con la giusta impostazione, con l’atteggiamento che vi renderà capaci di raggiungere i migliori traguardi: per voi stessi e per tutti.

Einstein, rivolgendosi ai giovani, disse loro: “Tenete bene a mente che le cose meravigliose che imparate a conoscere nella scuola sono opere di molte generazioni: sono state create in tutti i paesi della terra a prezzo di infiniti sforzi e dopo appassionato lavoro. Questa eredità è lasciata ora nelle vostre mani, perché possiate onorarla, arricchirla e un giorno trasmetterla ai vostri figli. E così che noi, esseri mortali, diventiamo immortali mediante il nostro contributo al lavoro della collettività“.

Vi auguro di trarre il miglior beneficio dalle scelte che compirete.

Che possiate sostenere il vostro esame con serenità ed ottenere ottimi risultati!

E ricordate che la scuola sarà sempre pronta ad accogliervi.

                                                                                     Il Dirigente Scolastico

Prof. Maria Antonella Caggiano