Oggi iniziano gli Esami.

Va di moda dire che si tratta di un “rito di passaggio”.

Non so se dire così significhi attribuirvi un valore maggiore, o se, invece, significhi sottrarvi qualcosa.

Certo è che si tratta di una prova tanto importante perché sancisce per ciascuno di voi, cari studenti, la fine di una fase della vostra vita e l’inizio di una nuova.

Non ci sarà più l’ambiente familiare della scuola, il gruppo dei compagni, il percorso rassicurante perché già stabilito; adesso le scelte dovrete proprio compierle voi, in prima persona.

La scuola, certo, non l’avete vista sempre come positiva ed appagante: le difficoltà non sono mancate, così come, probabilmente, dispiaceri e conflitti. Ma tutto ciò accade nella realtà, poiché non vogliamo fare dell’idea di scuola un’immagine astratta ed irreale. Come in una famiglia, i momenti belli si alternano ai brutti. Ma si è consapevoli dell’amore che lega.

Quest’anno difficile e particolare ha consentito di sperimentare fondamentalmente una cosa: com’è stare lontano dalla scuola.

E, dopo un momento iniziale … la scuola è mancata a tutti.

I compagni, i professori, la campanella, il confronto, il contatto, i volti, le voci …

E adesso arrivate agli Esami già consapevoli di come sarà la vostra esperienza di studio: la forza che dovrete avere sarà la vostra, così come la determinazione, la perseveranza, la costanza dell’impegno.

La scuola vi ha insegnato, quest’anno, proprio con la sua distanza.

La  didattica della scuola, se è “a distanza”, non è la didattica della scuola. Non ne sostituisce che alcuni aspetti, ma non risponde all’obiettivo fondamentale di costituire un’esperienza profondamente umana, come è necessario per crescere.

E quindi la scuola, con la sua distanza, vi ha insegnato l’importanza di tutto quello che è mancato.

Non è mancato lo studio, il tempo per dedicarvisi, la guida dei docenti. Per il resto, avete imparato a farne a meno, preparandovi a concludere il vostro percorso.

Apparentemente l’Esame 2020 può sembrare più facile di quello degli anni scorsi, ma per chi vi conosce è chiaro che lo vivrete come una prova importante: solo che, invece, avrete in più la difficoltà di sentire l’assenza dei compagni, la mancanza degli abbracci e del sostegno degli amici, la stranezza dei volti coperti che oscurano i sorrisi, l’impossibilità di ogni festeggiamento.

Ecco, se gli Esami costituiscono una prova importante, quest’anno la prova è basata fondamentalmente sulla capacità di restare da soli.

Non siete davvero soli, però. I vostri docenti ci sono stati in tutto quest’anno, e restano con voi in questo momento. E io con loro.

Vi abbiamo seguito, vi abbiamo sostenuto, abbiamo speso le nostre energie quest’anno anche di più: anche noi sentendo la mancanza dei vostri visi, del vostro vociare, delle vostre domande, della vostra presenza.

Ma siamo gli adulti … e solo adesso, nel salutarvi, possiamo dirlo: ci siete mancati e lasciarvi andare così, senza un abbraccio … fa male.

Inutile dirlo: l’abbraccio “virtuale” non appaga quanto un vero abbraccio.

E allora: adesso tocca a voi superare questa prova, noi siamo con voi.

E aspettiamo che torniate, questo sì, per il vero abbraccio di cui siamo tutti stati privati.

La vostra scuola vi attenderà.

Da parte mia, vi saluto come ero abituata a fare con i miei studenti, quando insegnavo proprio in questa scuola. Non tutti li ho rivisti, ma tutti sono rimasti nei miei ricordi.

Maria Antonella Caggiano